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Il ricettario della Liquoreria Carlotto
Nel corso degli anni fu la figlia Teresa ad affiancare il padre nell’arte pasticcera e liquoristica, e ad ereditare le ricette usate per l’attività. Sposatasi con Girolamo Carlotto, proprietario col fratello Vittorio di una Liquoreria in Via Mazzini, portò in dono al marito come dote le ricette di famiglia. Venduta la sede di Via Mazzini la Liquoreria viene trasferita in Via Garibaldi, sede definitiva.
Iniziò così la produzione, per un più ampio commercio, del famoso Rosolio e di altri liquori dai sapori originali, che fecero sviluppare l’azienda nell’equilibrio tra tradizione mitteleuropea e creatività italiana.

Con l’inizio della Seconda guerra fu sempre più difficile mandare avanti l’attività, soprattutto per la carenza di zucchero, alcool e degli altri ingredienti per la produzione dei liquori: l’attività fu sospesa e la fabbrica chiusa, per circa un anno. Nell’attuale locale storico, si possono ancora ammirare cinque splendide botti, di cui una contiene un “vin santo” di origine piemontese, ivi racchiuso in quell’epoca e mai più venduto.
Alla fine del conflitto anche il Veneto, duramente provato, ritrova la speranza ed inizia la ricostruzione, tra tante macerie e tante ferite ancora lunghe da essere guarite. La Liquoreria riprende l’attività con il ripristino delle scorte e il reperimento degli ingredienti.

Riapre quindi anche la storica “bottega da vino” (ora facente parte dell’Associazione Locali Storici d’Italia) con la mescita e la vendita al dettaglio. Un attestato importante e significativo a testimonianza delle antiche origini della Carlotto & C. è il possesso della licenza UTIF n. 1 per le province di Vicenza, Verona e Mantova.

L’incontro con Gualtiero Marchesi
Nel 1974 subentra, nella gestione della Liquoreria il figlio Giuseppe Carlotto, esperto enologo, mentre il padre continua ad essere presente in azienda fino alla sua morte, avvenuta nel 1983. Questo periodo storico è caratterizzato dal fenomeno della produzione e commercializzazione di massa, con i primi grandi supermercati e la conseguente diminuzione del numero delle “botteghe” e delle piccole aziende artigianali. Molte distillerie, piccoli produttori e osterie sono costrette a vendere o a chiudere la propria attività. Per Giuseppe ci sono due strade: quella di abbracciare le politiche della grande distribuzione, con un prodotto di bassa qualità, o il vedere spegnersi la sua attività un po’ alla volta. E’ a questo punto che la Ditta Carlotto decide di rischiare, continuando a seguire una produzione di qualità ben consapevole della difficoltà che questa scelta comporta.
Nel 1980 avviene un fatto che porrà le basi per il futuro rilancio dell’azienda: l’incontro con Gualtiero Marchesi, indiscusso fondatore della “nouvelle cuisine” che fa realizzare a Carlotto, col suo marchio, liquori come il Cordiale, la particolarissima China di Carlotto, un Amaro e rilanciare il Rosolio.

La famiglia decide di puntare con decisione al prodotto di alta gamma, continuando ad utilizzare le migliori erbe, gli infusi più pregiati, le essenze e gli estratti più particolari. Ad esempio, per il Rosolio, viene impiegato da sempre l’olio di Rosa bulgara, proveniente da particolari coltivazioni della regione di Karlowo in Bulgaria. E’ grazie a questa filosofia produttiva che nel 1990 arriva l’ambito Premio Dino Villani, conferito dall’Accademia Italiana della Cucina. Nel 1966 nasce Daniela, quinta generazione, che sin da giovane è introdotta nell’arte della preparazione dei liquori ancora oggi prodotti con cura certosina dalla famiglia Carlotto. Nel 2000 vicino alla sede storica si apre il negozio Le Bontà, e nel 2002 ha luogo lo spostamento del laboratorio nella zona industriale di Valdagno dove sono oggi utilizzate le migliori tecnologie per garantire gusto e qualità.