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LA NOSTRA STORIA
Un Rosolio dal sapore ungherese

Le origini della Liquoreria Carlotto si collocano all’interno della storia mitteleuropea, in quanto fu la famiglia Potepan, ungherese di origine, a costituire e caratterizzare, con una impronta tutt’ora presente, questa particolare azienda di liquori. I Potepan lasciano la terra natale verso la fine del ‘400 e, portatori della grande tradizione pasticcera vanto del popolo magiaro, approdano alla corte asburgica di Francesco I d’Austria intorno al 1820, grazie alla fama delle loro preparazioni.

In quegli anni Anton Potepan fu inviato nel Lombardo-Veneto (parte integrante dell’Impero Asburgico) per svolgervi il servizio militare e, nonostante le difficoltà della guerra, maturò la volontà di trapiantare in questa “giovane nazione” l’arte della pasticceria e della liquoristica.

Uno di questi antichi e prestigiosi liquori è il Rosolio, realizzato secondo una ricetta mitteleuropea e prodotto a partire dall’essenza dell’olio di rosa bulgara. Per comprendere pienamente l’importanza di questo liquore, basta ricordare la visita ufficiale a Venezia di Francesco Giuseppe (imperatore d’Austria e Re d’Ungheria), avvenuta il 5 aprile 1878, occasione in cui venne donata al Re d’Italia, Vittorio Emanuele II, proprio una preziosa bottiglia di cristallo contenente il Rosolio di Anton Potepan, apprezzatissimo da tutta l’aristocrazia asburgica.

L’arte dei liquori e l’amore per l’Italia fecero nascere in Anton Potepan l’idea di stabilirsi in Veneto, precisamente a Valdagno. Insieme al figlio Giovanni Onesto, e grazie alle ricette di famiglia, basate sull’uso di ingredienti di alta qualità, Potepan avviò la sua Offelleria. Nel 1883 scrive le dosi del Rosolio in un ricettario, gelosamente conservato dalla famiglia, con gli ingredienti segreti ancora oggi utilizzati per produrre il prezioso liquore.

Fu il figlio Giovanni Onesto Potepan a proseguire e far prosperare l’attività del padre in Italia, e di lui rimangono gli aneddoti relativi all’arte pasticcera, tali da fargli realizzare dolci molto speciali. Due sono spesso citati in famiglia: il primo a forma di violino, interamente di cioccolato, ma privo di filo di supporto per le corde e quindi di difficilissima realizzazione, e il secondo, preparato in onore di Benito Mussolini, decorato con fascio littorio copiato da un’illustrazione di Gustave Dorè riportata nella Divina Commedia.
Si racconta che il Duce rimase talmente colpito dalla finezza realizzativa, da staccare la decorazione e farla portare a Roma per essere mostrata ai propri collaboratori.

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Carlotto liquori foto d’epoca – inizi 900′

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Gio Onesto Potepan – 1862 – 1925